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Il comune di Borgomezzavalle appartiene a: Regione Piemonte - Provincia del Verbano Cusio Ossola

Storia

Il comune di Borgomezzavalle è stato istituito il 1° gennaio 2016 mediante la fusione dei comuni contigui di Seppiana e di Viganella.
Lo ha sancito la Legge Regionale n.16 del 13 luglio 2015, pubblicata sul Supplemento ordinario n.1 al Bollettino Ufficiale della Regione Piemonte n. 28 del 16 luglio 2015.
Il referendum regionale consultivo per la fusione dei comuni di Seppiana e di Viganella si è svolto il 14 giugno 2015. A Seppiana ha risposto Sì il 93,94% dei votanti con un'affluenza alle urne del 67,35% degli aventi diritto. Ha prevalso il Sì anche a Viganella con il 69,32% e affluenza del 74,19%.


Seppiana

L'origine etimologica di Seppiana (Silva Plana) rimanda a boschi o selve pianeggianti, anche se in verità la parte pianeggiante del paese è stata a fatica ricavata dagli abitanti sui fianchi della montagna.
Durante lo sfruttamento delle miniere del ferro Seppiana fu popolata dai maestri più benestanti.
Nel XI secolo ha inizio la costruzione della chiesa di San Ambrogio mentre il primo ampliamento fu eseguito nel corso del XII e XIII secolo, trasformandola in una costruzione di dimensioni ragguardevoli, vista l'ubicazione e le possibilità del tempo, in grado di accogliere i fedeli dell'intera valle.
Fu dal 1571 al 1621 che progressivamente le varie comunità di Antrona, Schieranco e Mezzavalle (Viganella) si separano creando delle proprie parrocchie.
Nel corso del '500 - '600 Seppiana fu colpita, come tutta l'Ossola da una epidemia di peste. Parte della popolazione si spostò sugli alpeggi e molti sopravvissuti fecero voto e diedero contributi che consentirono la trasformazione della cappella di San Rocco in una vera e propria chiesa, ultimata nel 1641.
La statua del Santo viene ogni anno portata in processione per le vie del paese in concomitanza con la festa a lui dedicata il giorno 16 di agosto durante la quale è prevista la celebrazione della Santa Messa e la benedizione dei bambini.
Durante la Seconda Guerra Mondiale Seppiana e i suoi alpeggi sono stati teatro di scontri e dell'organizzazione di movimenti di resistenza all'invasione tedesca culminati nella proclamazione, nel settembre 1944, della Repubblica dell'Ossola.
In particolare nella Valle Antrona operò la 83° Brigata Garibaldi che si rese protagonista di coraggiose azioni di guerriglia.

Viganella

Viganella è il paese centrale della Valle Antrona, una della vallate alpine piemontesi a confine con la Svizzera, che costituiscono la terra d'Ossola.
La cosa che maggiormente colpisce l'occhio del visitatore che raggiunge Viganella, è la bellezza del suo centro storico, aggrappato ad un dosso roccioso compreso tra due piccoli corsi d'acqua, non ancora contaminato da interventi edilizi in odore di modernità.
L'architettura rurale è quella tipica di una comunità di minatori e carbonai, quali erano anticamente gli abitanti di Viganella. Le origini della storia del ferro in Piemonte, infatti, non possono prescindere dalla storia di questa Comunità come precisato nei più antico documento, che si riferisce a questa attività, che risale al 21 luglio 1217 in cui il Vescovo di Novara, tale Oldeberto Torneffi, affitta ad un maestro fonditore un forno in Vai Magliasca nel Comune di Viganella.
Straordinaria testimonianza storica anche un quadro settecentesco del pittore G. Mattia Borgnis, commissionato quale ex voto dagli uomini di Viganella di ritorno dall'Alta Savoia, dove erano stati ad insegnare il mestiere di minatori e fonditori.
La chiesa parrocchiale dedicata a Maria nascente del 1614 è senza dubbio l'edificio storico di maggior pregio con all'interno sculture e pitture di straordinaria bellezza.
Particolarmente rilevante anche l'edificio denominato "Casa Vanni", antica abitazione di uno dei più famosi pittori e scultori locali, così come l'antica torretta medioevale, unica "casa forte" di tutta la Valle Antrona.
L'archeologia ha poi origini lontanissime, con grotticelle megalitiche, disposte qua e là su tutto il territorio, incisioni rupestri di origine celtica, portali trilitici quattrocenteschi e i resti di una necropoli romana, dove furono rinvenute olpe e coppe in terracotta e monete bronzee del 156 e 157 d.C.
Sei sono le frazioni di Viganella, con altrettanti centri storici degnamente conservati e oratori caratteristici per età e costruzione.
Tra le tradizioni più belle la "Candelora" che si celebra ogni anno il 2 febbraio con la riproposizione della "pescia", un abete addobbato con prodotti artigianali e gastronomici tipici, e la patronale di S. Maria, l'8 settembre, dove fede e cultura popolare si fondono in una suggestiva festa tradizionale.
Da rimarcare la presenza d un gruppo folk che veste gli antichi costumi locali cd una corale "I cantori di Viganella", che ancora cantano il gregoriano classico.