vai al contenuto. vai al menu principale.

Il comune di Borgomezzavalle appartiene a: Regione Piemonte - Provincia del Verbano Cusio Ossola

Oratorio Beata Vergine del Carmelo

Nome Descrizione
Indirizzo Località Rivera
Rivera era nel '600 una frazione che contava numeros glie, alcune delle quali assai benestanti e fortemeni cate nella religiosità e devozione. Da poco era stata costituita la parrocchia di Vige costruita la chiesa parrocchiale che sorse anche nella comunità d ra il desiderio di avere una Cappella propria od addirittura un C in cui far celebrare qualche Messa. L'iniziativa nacque da que era probabilmente la famiglia più facoltosa del paese.
Avviò infa cretamente questo progetto il signor Antonio Liga, soprannominato Chiolino, molto devoto di S. Carlo Borromeo, da poco eleva onori degli altari.
Il Chiolino, morendo, lasciò un legato testam col quale offriva gratuitamente un suo terreno prospiciente la p la strada antronesca che attraversava Rivera, luogo adattissimo perché vi potesse essere costruita la Cappella o l'Oratorio.
La su ta fu accettata e gli Uomini di Rivera si affrettarono a fare la richiesta al Vescovo di poterla realizzare, chiedendo anche 1'autorizza dare alla Cappella l'orientamento più conveniente, come appai domanda e dalla risposta positiva che ottennero dal Vicario Nicolò Bono il 16 Maggio 1626.
Ottenuto il permesso, gli uomini di Rivera si impegnarono immediatamente a predisporre il disegno dell'Oratorio, adattare il terreno, cavare i fondamenti e procurare il materiale, lavoro che generalmente richiede un certo tempo, e in seguito avviarono l'opera con la costruzione del piccolo presbiterio.
Intervenne frattanto una circostanza che dié altro avvio alla costruzione appena iniziata: la peste. Apparsa violentemente in valle nel 1630, devastò quasi tutte le comunità della valle Antrona, Mezzavalle compresa, e ne eccettuò solamente Antronapiana.

Pare anche chiaro che in quelle tragiche circostanze al titolo iniziale di S. Carlo, dato all'Oratorio di Rivera ancora in costruzione, fu aggiunto quello di S. Rocco, tradizionale protettore della peste.
Frattanto erano sorti alcuni dubbi, per non dire contrasti, dovuti al fatto che l'Oratorio di Rivera doveva assumere, secondo quanto era stato stabilito al suo inizio, il titolo dei Santi Rocco e Carlo Borromeo.
Ma in tal modo la devozione al Santo presule milanese avrebbe avuto nell'Oratorio di Rivera un doppione, essendovi già da parecchi anni, cioè dal 1618, un altare a lui dedicato nella chiesa parrocchiale. Per evitare la concorrenza devozionale, su suggerimento del nuovo curato don Alberto Lobbia, non essendo l'Oratorio di Rivera ancora stato ufficialmente dedicato, cioè benedetto e aperto al culto, si venne alla decisione di cambiarne il titolo, mutandolo in quello della Beata Vergine del Carmelo.
Fattane la richiesta al Vescovo, se ne ebbe risposta positiva dal Vicario generale Emmanuele Tornielli, l'8 Aprile 1642.
La nuova intitolazione fu facilmente accettata dalla comunità di Rivera perché, proprio in quel torno di tempo, la devozione alla B.V. del Carmelo si era assai sviluppata e contemporaneamente sorgevano altri Oratori in valle Antrona con il medesimo titolo.
Come tutti gli oratori, anche quello di Rivera ebbe la sua dote di beni per la manutenzione, il decoro e l'accrescimento del culto, segno della devozione degli abitanti di Rivera e frazioni viciniori.
Il corpo dell'oratorio, ugualmente coperto da una volta, è a pianta quadrata con 12 braccia (7 mt.) di lato.
Sopra la porta che ha ai lati le due tradizionali finestre devozionali, vi è una finestra a mezzaluna.
Su un pilastro nella sommità del tetto vi è una campanella di 6 rubbi e 9 libbre.
Non ha ancora una sacrestia, che sarà aggiunta più tardi, comparendo la prima volta solo nell'inventano del 1751.
Anche il campaniletto in quell'epoca era stato ricostruito dove si trova attualmente togliendolo dalla sommità della facciata.

-Presbiterio
-Corpo
-Sacrestia

Tratto da:
"Viganella - Storia, Fede, Arte"
Tullio Bertanini, 2003